Perché questo sito

Nell’estate e autunno del 1944 la nascita delle repubbliche partigiane e zone libere segnò la prima esperienza di democrazia partecipata che il popolo italiano poté attuare: giacché non solo il ventennio di dittatura fascista, ma anche il periodo precedente di democrazia liberale, dall’unità d’Italia in poi, aveva mantenuto il popolo contadino e operaio, cioè la stragrande maggioranza degli italiani, nella marginalità più assoluta, al di fuori della storia.

 

Le zone libere, per il loro numero, l’ampiezza territoriale, l’entità delle popolazioni interessate, rappresentarono un evento che non può essere considerato casuale o marginale nella storia della Resistenza; tanto più che alcune di esse non furono effimere, ma ebbero il tempo di produrre un’organizzazione amministrativa relativamente strutturata e norme legislative i cui principi passeranno nella Costituzione italiana.

 

Nella pur ricca pubblicistica resistenziale mancava una ricerca che offrisse un quadro completo e sistematico delle repubbliche partigiane e delle zone libere. La loro storia viene dettagliatamente ripercorsa da Nunzia Augeri, che vi include anche un’esperienza meridionale di democrazia contadina diretta, in Basilicata. I testi e le schede sulle singole repubbliche che formano l’ossatura del sito costituiscono una sintesi dei capitoli del libro, cui rimandiamo per ogni approfondimento.

Nella pur ricca pubblicistica resistenziale mancava una ricerca che offrisse un quadro completo e sistematico delle repubbliche partigiane e delle zone libere. La loro storia viene dettagliatamente ripercorsa da Nunzia Augeri, che vi include anche un’esperienza meridionale di democrazia contadina diretta, in Basilicata. I testi e le schede sulle singole repubbliche che formano l’ossatura del sito costituiscono una sintesi dei capitoli del libro, cui rimandiamo per ogni approfondimento.

 

Ma proprio perché le repubbliche e le zone libere d’Italia rappresentarono la prima forma di democrazia partecipata e il crogiuolo della nostra Costituzione, il nostro sito – espressione del Centro Studi Luciano Raimondi, nato da un’idea di Edio Vallini – ha voluto allargare l’orizzonte a tutte quelle iniziative che, cronologicamente vicine all’epopea resistenziale, ne hanno incarnato più autenticamente gli ideali, offrendo uno spazio per pubblicare ricerche, documenti e fotografie sulle repubbliche partigiane e sulle esperienze civili e politiche ad esse collegate.

 

È pertanto un sito che vuole vivere e crescere con l’apporto di studiosi e di internauti. Un lavoro in progress: non solo perché il materiale redazionale (che comprende schede sui protagonisti e su aspetti specifici di quelle esperienze) è in corso di completamento, ma soprattutto perché aperto ai contributi (brevi saggi, tesi di laurea, documentazione fotografica ecc.) e ai suggerimenti di tutti coloro che si riconoscono nelle ragioni storico-politiche della Resistenza.

 

 

 

 

 

 Recensioni al volume “L’estate della libertà”

 

Un modello di democrazia partecipata di Alexander Höbel

70 anni fa: le Repubbliche partigiane. Un bel libro di Nunzia Augeri di Bruno Casati