Osoppo – Formazioni partigiane

Sono formazioni combattenti che nascono in Friuli e scelgono quel nome per ricordare la resistenza opposta dai patrioti contro l’esercito austriaco nel forte della cittadina di Osoppo, nel 1848. Nel dicembre 1943, quando l’intera provincia era già passata sotto diretta amministrazione del Reich come Adriatisches Kustenland, una riunione di alcuni esponenti del CLN di Udine nei locali del Seminario cittadino dà luogo alla formazione dei primi raggruppamenti partigiani in montagna. Nel giugno 1944 la Brigata Osoppo Friuli consta di quattro battaglioni tra la Carnia e le Prealpi carniche, e altri tre nelle Prealpi Giulie. Il comando generale è affidato a Candido Grassi, il delegato politico è il cappellano militare don Ascanio De Luca. Va ricordato anche il nome di don Aldo Moretti, anch’egli cappellano militare, e membro del CLN, che svolge un ruolo importante nella nascita e nella vita delle formazioni partigiane. La componente maggioritaria è composta da ex militari dell’esercito italiano e da esponenti cattolici e democristiani; vi si trova anche una minoranza che si ispira al Partito d’azione.

Quando nella primavera del 1944 si infittiscono le azioni militari, si pone il problema dei rapporti con le formazioni garibaldine di ispirazione comunista, che insistevano per stabilire un coordinamento e arrivare a un comando unificato. Il comando dell’Osoppo si dimostra diffidente, ma in seguito a una grave sconfitta militare il comandante Grassi viene sostituito dall’azionista Lucio Manzin, più propenso a una collaborazione con i garibaldini. Nell’agosto 1944 si arriva infatti a stabilire un comando unico, ma il giorno dopo con un colpo di mano viene liberato Grassi e il comando unico cade.

Nella zona libera della Carnia si pone lo stesso problema: un comando unificato viene concordato solo in ottobre, in vista dell’offensiva tedesca. La I Brigata Osoppo, schierata a difesa della zona libera nella parte orientale, soffre molte perdite, ma tutte le formazioni sono duramente provate. Poi, con l’occupazione dei trentamila cosacchi che i nazisti insediano nella zona, i comandi saltano e si arriva a una parziale smobilitazione.

La confinante resistenza slovena chiede allora che le formazioni operanti in Friuli passino alle sue dipendenze. Le brigate Osoppo rifiutano, sospettando il desiderio da parte slovena di annettersi il territorio; la Brigata Garibaldi Natisone invece, nel dicembre 1944 accetta di collaborare con il IX Korpus sloveno. I partigiani osovani si attestano alle malghe di Porzus, prendendo posizioni sempre più dure contro i garibaldini e gli sloveni. La tensione culmina in uno scontro in cui cadono diciassette osovani: un fatto che negli anni successivi darà luogo a dolorose discussioni e recriminazioni, oltre che a un regolare processo.

Nella primavera del 1945 si ricostituiscono i reparti. In marzo il comando viene sorpreso dai tedeschi mentre è in riunione vicino a Udine; detenuti nel carcere della città, i comandanti osovani riescono ad evadere poco dopo. Alla fine di marzo le formazioni Osoppo sono forti di cinque divisioni e combatteranno fino alla fine della guerra, contando settecento caduti.