Mario Ricci

 

Mario Ricci, il leggendario comandante “Armando” della Repubblica di Montefiorino, nasce a Pavullo, in provincia di Modena, nel 1908. Giovanissimo, intraprende la dura via dell’emigrazione e si reca in Francia, dove lavora per cinque anni come cameriere e ha il primo incontro con gli esuli italiani antifascisti. Nel 1937 si arruola in Spagna, dove combatte in difesa della Repubblica nella XII Brigata Internazionale. Rientrato in Francia, viene incarcerato a Tolone e poi internato in un campo di prigionia. Rimpatriato nel 1941, il tribunale fascista lo condanna a cinque anni di confino a Ventotene, ma viene liberato nell’agosto 1943 per essere arruolato nell’esercito italiano.

L’8 settembre 1943 lo coglie a Maranello, in provincia di Modena, e lì si trova a sostenere il primo scontro armato con le truppe tedesche; da quel momento si dedica all’organizzazione della guerra partigiana sulle alture appenniniche a sud di Modena. L’afflusso continuo di uomini (nel giugno 1944 diventeranno addirittura 8.000) e il rafforzamento delle formazioni partigiane permette di concepire e di iniziare un’audace azione militare per liberare stabilmente un ampio territorio dove costituire una zona franca. Sarà la Repubblica di Montefiorino. Ispirata da lui e dal suo commissario politico Osvaldo Poppi, “Davide”, l’abile politica condotta nei confronti dei contadini – piccoli proprietari e mezzadri – della zona, cche si concreta nell’aiuto per i lavori agricoli e stradali, nell’organizzazione collettiva della trebbiatura, nell’assistenza sanitaria gratuita per tutti, guadagna alla Repubblica e al partigianato le simpatie della maggior parte della popolazione.

Una realtà che inoltre guardava già avanti, oltre la guerra, come afferma “Armando” in un’intervista rilasciata nei primi anni 60° Giancarlo Gatti: “Nella zona liberata era nell’aria, nella vita di tutti i giorni, uno slancio, un fervore densi di significato, in quanto espressione della volontà e della consapevolezza di operare per dare inizio alla costruzione di qualche cosa di nuovo, E il pensiero era rivolto al mondo di domani, al mondo per il quale si lottava.” Una realtà che colpisce anche gli Alleati, i quali riforniscono la zona libera con lanci di rifornimenti e di armi leggere, che peraltro saranno insufficienti per la difesa, di fronte al poderoso attacco nazifascista.

Dopo la caduta della repubblica di Montefiorino, Ricci continua a combattere sull’alto Appennino, dove poi si unisce alla V Armata statunitense e continua la lotta armata in qualità di “cobelligerante”, con una forza di 1.500 uomini.

Dopo la Liberazione viene eletto deputato al Parlamento italiano nella prima e nella seconda legislatura.

Muore nel 1994.

Testimonianza