Gruppi di difesa della donna

 

A Milano, nel novembre del 1943 nascono i “Gruppi di difesa della donna e per l’assistenza ai combattenti della libertà”, per l’iniziativa di tre militanti comuniste, Rina Picolato, Giovanna Barcellona e Lina Fibbi, di Ada Gobetti del Partito d’azione e della socialista Lina Merlin. Pur avendo una fisionomia politica che ricalca quella del CLN, i Gruppi sono aperti a tutte le donne, senza distinzione di partito.

Compito molto generale dei Gruppi è quello di appoggiare in ogni modo la resistenza contro i nazifascisti: si tratta quindi dell’assistenza ai partigiani, raccogliendo per loro viveri e indumenti; dell’assistenza alle famiglie dei caduti; della mobilitazione delle donne nei luoghi di lavoro per boicottare la produzione destinata allo sforzo bellico; dell’impulso a manifestazioni e scioperi contro la guerra e contro la fame. Si preoccupano di creare reti di appoggio alle forze clandestine negli ospedali e nelle carceri, di favorire la fuga di ebrei e deportati. Sono presenti in forma quasi capillare nelle città e nelle campagne, nelle fabbriche e fra le casalinghe. Alla fine della guerra si scopre che ai Gruppi hanno collaborato circa 70.000 donne.

La stampa femminile clandestina diffonde numerosi giornali che hanno come obiettivo non solo di incoraggiare le donne alla resistenza contro i nazifascisti, ma anche a prendere coscienza di quello che potrà essere il loro ruolo nella nuova società democratica. Le donne comuniste pubblicano “Noi donne” che esce in varie edizioni provinciali; le donne cattoliche pubblicano “La Fiamma”, quelle del Partito d’azione “La nuova realtà”. Redattrici donne collaborano con articoli vari dedicati alle donne e ai loro problemi ai fogli clandestini editi dai vari partiti. Nelle zone libere i Gruppi diventano libere palestre in cui le donne si cimentano in attività sociali, politiche e culturali del tutto inedite nel mondo femminile delle campagne.

Il CLN Alta Italia riconosce ufficialmente i Gruppi di difesa della donna con un atto del 16 ottobre 1944: in quel periodo i Gruppi si erano attivati anche nelle libere amministrazioni locali, partecipando con proprie rappresentanti alle giunte popolari formate nelle zone libere e repubbliche partigiane.